Fra le metodologie di formazione del personale il coaching è la più efficace perché consente una conoscenza approfondita del lavoratore
Coach professionista AICP ID 1926.
Il coaching è un percorso di crescita della persona o di un gruppo che si sviluppa nella relazione tra coach e
coachee. L’obiettivo non è “insegnare qualcosa”, ma creare le condizioni perché la persona possa riconoscere
e utilizzare le proprie risorse, chiarire i propri obiettivi e muoversi in modo più consapevole verso il
cambiamento o il miglioramento che desidera. Alla base del coaching c’è un lavoro di autodeterminazione: il
coachee è protagonista del proprio percorso, mentre il coach accompagna, sostiene e facilita questo processo.
La professione del coach è regolata dalla Norma UNI 11601:2015, che definisce il coaching come:
“Un processo di partnership finalizzato al raggiungimento degli obiettivi definiti con il coachee (e con
l’eventuale committente). L’agire professionale del coach facilita il miglioramento delle prestazioni
professionali e personali, attraverso la valorizzazione delle risorse, delle capacità e delle competenze.”
Nel tempo si sono sviluppate diverse applicazioni del coaching – dal business al career, dal corporate
all’executive, fino al life coaching – ma il punto centrale rimane lo stesso: lavorare sulla persona, nelle
situazioni reali in cui si trova.
Alla base del coaching c’è un lavoro di autodeterminazione da parte del coachee attraverso l’accompagnamento e il supporto del coach.
La professione del coach professionista è regolata dalla Norma UNI 11601:2015 che così lo descrive:
“Il Coaching è un processo di partnership finalizzato al raggiungimento degli obiettivi definiti con il Coachee (e con l’eventuale committente). L’agire professionale del Coach facilita il Coachee nel migliorare le prestazioni professionali e personali mediante la valorizzazione e il potenziamento delle sue
risorse, capacità personali e competenze. Queste influenzano il potenziamento dei risultati e più in generale del benessere del Coachee.”
La Norma UNI 11601:2015 non definisce le competenze dei professionisti coach ma si limita a elencare le metodologie più diffuse:
Business: servizio di coaching la cui finalità è valorizzare e potenziare le competenze di persone più direttamente implicate nei risultati di business, in piani di start up, nella gestione di piccole e medie imprese (Imprenditori, General Management, Responsabili di Business Unit, Area Commerciale, Account, liberi professionisti, ecc.).
Career: servizio di coaching la cui finalità è accelerare lo sviluppo professionale e/o di carriera della persona, valorizzando e potenziando le competenze.
Corporate: servizio di coaching la cui finalità è valorizzare e potenziare persone o ruoli sui quali l’organizzazione decide di investire (middle management, persone chiave, talenti, ecc.).
Executive: servizio di coaching la cui finalità è valorizzare e potenziare persone con responsabilità di direzione (Amministratore delegato, Direttore generale, Direttori, ecc.).
Life: servizio di coaching la cui finalità è facilitare le persone a elaborare programmi concreti di autosviluppo ed autoefficacia verificabili attraverso obiettivi concreti; può essere utilizzato in ogni aspetto della vita privata delle persone. In particolare, in momenti di cambiamento o di passaggio attraverso le diverse fasi della vita.
Parent: servizio di coaching la cui finalità è riconoscere e sviluppare le competenze genitoriali.
Performance: servizio di coaching la cui finalità è migliorare le prestazioni nel contesto di riferimento.
Sport: servizio di coaching la cui finalità è migliorare la prestazione sportiva; il coach assiste lo staff tecnico e gli atleti, individualmente o in gruppo, nella giusta preparazione mentale ad affrontare nelle migliori condizioni il momento della prestazione sportiva.
Targeted: servizio di coaching la cui finalità è sviluppare competenze specifiche e comportamenti ad esse coerenti.
Teen: servizio di coaching la cui finalità è supportare gli adolescenti nella conoscenza di sé, delle proprie potenzialità, delle proprie capacità e della propria vocazione al futuro, sia in ambito privato che scolastico.
Tre persone erano al lavoro in un cantiere edile. Avevano il medesimo compito, ma quando fu chiesto loro quale fosse il loro lavoro, le tre risposte furono diverse. "Spacco pietre" disse il primo. "Mi guadagno da vivere" disse il secondo. "Partecipo alla costruzione di una cattedrale" disse il terzo
Peter Schultz, inventore delle fibre ottiche
Nel lavoro sulle risorse umane, il coaching produce due tipi di risultati.
Da un lato aiuta la persona a diventare più consapevole di se, delle proprie capacità e a trovare la strada per svilupparle in modo concreto.
Dall’altro permette alle organizzazioni di valorizzare meglio le persone, migliorando le competenze e la capacità di affrontare situazioni nuove.
C’è però un aspetto spesso trascurato: il coaching non crea dipendenza.
Al contrario, aiuta le persone a imparare a imparare, rendendole progressivamente più autonome.
È questo, in fondo, il risultato più importante: non avere bisogno del coach, ma saper utilizzare in modo consapevole le proprie risorse nel tempo.